Amelia

Da non perdere

Statua del Germanico di Amelia

Alta più di due metri, fu eretta in onore di Nerone Claudio Druso Germanico, generale romano nato nel 15 a.C.

Mura Poligonali di Amelia

Le possenti e antichissime mura che circondano e difendono Amelia, risalenti al IV-VI secolo a.C.

Cisterne romane di Amelia

Monumento di ingegneria idraulica progettato in epoca romana, situate sotto l’attuale piazza Matteotti.

Storia e tradizione

Amelia deve il suo antico nome, Ameria, ad un leggendario fondatore, il re Ameroe.

 

Secondo Catone il Censore la prima comunità si stanziò intorno al 1134 a.C., quattro secoli prima della fondazione di Roma. Data la posizione della città e la potenza dei popoli vicini, primi fra tutti gli Etruschi, si resero necessarie opere di fortificazione, quali le mura poligonali (VI – IV secolo a.C.) formate da enormi blocchi di pietra connessi tra loro senza malta cementizia con incredibile maestria, che avevano lo scopo di difesa dell’accesso all’acropoli.

 

Alcuni storici affermano che Ameria diventò Municipio romano nel 338 a.C., altri intorno al I secolo a.C. Grande importanza ebbe la via Amerina che univa il Lazio con Chiusi passando per Todi e Perugia, e che in epoca medievale fu l’unica via che consentiva il collegamento di Ravenna (sede dell’Esarcato) con Roma, costituendo un buon tratto del Corridoio Bizantino.

 

Durante la dominazione romana Amelia godette di un periodo di magnificenza come dimostrano i resti di terme e le cisterne romane e altri numerosi reperti esposti nel Museo Archeologico e la Pinacoteca Comunale presso l’ex collegio Boccarini.

 

Sicuramente il reperto più interessante conservato nel Museo è la statua bronzea di Germanico, di epoca romana. Maestoso e bellissimo, alto oltre 2 metri, riproduce Nerone Claudio Druso vittorioso.

 

Con l’affermazione del cristianesimo Amelia divenne sede vescovile (363). Assediata dai Goti (458), fu poi dominata dai Longobardi (579) passando in seguito ai romano-bizantini. Divenuta Comune fu saccheggiata dalle truppe imperiali di Federico II (1240), per poi entrare definitivamente nella sfera d’influenza della Chiesa.

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