Abbazia di San Pietro in Valle

Descrizione

Narra la leggenda che Faroaldo, duca di Spoleto, partì per una battuta di caccia nei boschi della Valnerina. Quando si addormentò, ricevette in sogno la visita di San Pietro: da lui gli fu ordinato di cercare un eremita di nome Lazzaro, e, quando lo avesse trovato, di erigere in quel luogo un monastero.

 

Non solo il duca obbedì, fondando nell’VIII secolo l’abbazia di San Pietro in Valle, ma qualche anno dopo rinunciò al proprio titolo nobiliare e si ritrirò a vita monastica proprio nell’abbazia, ispirando altri duchi longobardi a fare lo stesso. 

 

Lazzaro, l’eremita, era uno tra i molti che si erano stabiliti in Valnerina; l’usanza era nata qualche secolo prima, quando i numerosi eremiti fuggiti dalla Siria a causa di persecuzioni religiose erano partiti in pellegrinaggio verso Roma. Alcuni di essi avevano scelto di fermarsi nelle valli lungo la via Flaminia, fondando lì nuovi monasteri.

 

In questo contesto San Pietro in Valle divenne rapidamente un punto di riferimento sia spirituale che politico: i monaci erano tra i pochi uomini di cultura dell’epoca, e vennero incaricati dal ducato di Spoleto dell’amministrazione delle zone circostanti

 

Nel corso dei secoli successivi l’abbazia subì il saccheggio degli invasori saraceni, venne ricostruita e resa più grande e maestosa dall’imperatore tedesco Ottone III, e passò infine sotto il dominio dello Stato Pontificio. Nel 1484 venne donata da papa Innocenzo VII, assieme alla stessa Ferentillo, al figlio Franceschetto Cybo. I discendenti della famiglia Cybo mantennero il dominio sulla zona fino al 1730, ma già prima del loro arrivo l’abbazia era stata affidata alla famiglia di nobili spoletini degli Ancajani, che la mantennero fino alla sua vendita avvenuta agli inizi del 1900

 

Lo stemma degli Ancajani è ancora visibile in un affresco al primo piano del loggiato che circonda su tre lati il chiostro principale; il quarto lato si appoggia invece alla chiesa abbaziale.

 

All’interno della chiesa sono custodite le opere d’arte che testimoniano le varie epoche attraversate dall’abbazia: dai sarcofagi risalenti al III-IV secolo, tra cui quelli intitolati in seguito a Faroaldo e al santo eremita Lazzaro, alla “Lastra di Orso” di epoca longobarda che orna l’altare principale, scolpita a bassorilievo e incisa con il nome dello scultore, fino agli affreschi romanici datati intorno al XII secolo che raffigurano scene dall’Antico e dal Nuovo Testamento, e che si dice siano stati studiati da Giotto e dai suoi allievi. 

 

Oggi la chiesa è liberamente visitabile, mentre il resto del monastero è proprietà privata ed è diventato una residenza d’epoca nella quale è possibile alloggiare. E nei pressi dell'abbazia sorgono ancora le grotte dove i primi eremiti trovarono rifugio.

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.

Dove: Ferentillo
Connect with us
More from this employer
Greenway del Nera
10 Novembre 2020
Arrampicata
10 Novembre 2020
Rafting
10 Novembre 2020
Geolab
6 Novembre 2020
You don't have permission to register