Area Archeologica di Ocriculum

Descrizione

Verso la fine del IV secolo a.C., i rapporti della città di Ocriculum con Roma erano intensi; alleate dopo la battaglia di Mevania, erano in frequente contatto anche per via degli scambi commerciali che avvenivano sia per via fluviale - grazie al cosiddetto Porto dell’Olio - che per via terrestre. Ocriculum trasse vantaggio dalla sua posizione strategica di città di confine, e sviluppò una fiorente economia; era anche un luogo adatto per la villeggiatura, grazie al proprio territorio e alle bellezze naturali che ospitava.

 

Fu l’invasione longobarda a porre fine a questo periodo di splendore: tra il 569 e il 605 d.C. la città venne distrutta, e progressivamente abbandonata anche a causa delle numerose inondazioni del Tevere.

 

Secoli dopo, alla fine del 1700, venero condotti i primi scavi volti al recupero dei resti di quell’epoca lontana. Edifici monumentali, sculture, mosaici: un vero e proprio tesoro venne alla luce nell’area dell’antica Ocriculum, e uno dei ritrovamenti più notevoli fu la testa di Giove, alta quasi sessanta centimetri, che venne trasportata a Roma ed è tuttora ospitata ai Musei Vaticani.

Nell’area attualmente visitabile si possono ammirare le principali strutture della città romana: la zona del foro e della basilica, il teatro, le terme, un tratto dell’antica via Flaminia, monumenti funerari e altro ancora. Una parte dei reperti sono ospitati nell’Antiquarium di San Fulgenzio, che si trova nell’area stessa.

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Dove: Otricoli
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